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  Titolo Recensione : The Powerless Rise
 
The Powerless Rise
ARTISTA: As I Lay Dying
LABEL: Metal Blade
USCITA: 2010-05
VALUTAZIONE:
NIENTE MALE
Gli As I Lay Dying, concedetemelo, sono autentici fenomeni. In quattro dischi hanno scritto tutto quello che c’era da dire in materia di metalcore, sbarazzandosi della concorrenza che ancora oggi si limita a copiare quanto fatto dal combo di San Diego non riusendoci. Oggi i nostri sono ovviamente ricchi sfondati, godono della giusta notorietà e hanno persino il tempo di mettere in piedi side-project talmente osceni che se non fosse per il fatto che ci sia un membro degli As I Lay Dying nessuno se li cagherebbe (chi ha detto Austrian Death Machine?!) e, di tanto in tanto, tornano a farsi sentire. Come?! Con un nuovo disco. “The powerless rise” è la naturale evoluzione di “An ocean between us”, ossia un disco stupendo se parliamo prettamente della parte sonora, decisamente discutibile sul fronte liriche. Ma andiamo con calma: il pregio di questo combo è sempre stato quello di avere una line-up affiatatissima e dotatissima in fatto di tecnica strumentale, facile quindi intuire che anche in questa occasione siamo di fronte a drumming devastanti in potenza e precisione e un lavoro sul riffing da veri maestri del genere con molteplici soluzioni adottate in ogni brano e una serie di assoli di ottima fattura, giusto per far scoraggiare chiunque abbia il coraggio di credersi un mancato guitar hero. A dar manforte in fatto di potenza ci pensa poi una produzione sui suoni talmente pompata da rendere praticamente perfetto e godibile ogni singolo strumento in ogni momento del disco. Come dicevamo in apertura a non convincere sono le voci. Tranquilli, non è certo Lambesis il problema - le sue urla perforanti sono e rimarranno sempre il piatto forte della band – ma bensì le parti melodiche affidate al bassista. Cosa vogliono ottenere con esse gli As I Lay Dying? Un risultato simil Caliban? Anche no. Un effetto sorpresa o peggio ancora la classica boccata d’ossigeno dopo tanta brutalità? Forse. Sta di fatto che tutto ciò con Josh Gilbert non è praticabile, il musicista infatti non riesce a tener testa alle aspettative con un timbro vocale che, spiace ammetterlo, non centra una mazza con la proposta della band. Un neo che si fa vivo di tanto in tanto ma che, sono sicuro, non intaccherà l’amore dei fan per questa grande band. Se siete fan, acquisto assicurato, se invece volete scoprire gli As I Lay Dying (un po’ tardi eh) partite da “Shadows are security”.

--by 50lions--
TRACK LIST
01. Beyond our suffering
02. Anodyne sea
03. Without conclusion
04. Parallels
05. The plague
06. Anger and apathy
07. Condemned
08. Upside down kingdom
09. Vacancy
10. The only constant is change
11. The blinding of false light
INSERIMENTO:
24-05-2010
VISITE TOTALI: 90
COMMENTI: 0
AUTORE: 50lions

 

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